Riciclo chimico e innovazione nel distretto tessile
Il Comune di Prato, nell’ambito della strategia Prato Circular City, sta sviluppando un’azione pilota dedicata al riciclo chimico dei materiali tessili, con l’obiettivo di rafforzare e integrare le competenze storiche del distretto – fortemente specializzato nel riciclo meccanico – con nuove soluzioni tecnologiche.
Questa attività si inserisce nel progetto europeo Interreg Europe TEXAD, finalizzato a supportare la transizione dei tessili e finalizzato a fare nuove sperimentazioni pilota nell’ambito dello scambio di buone pratiche tra partner.
Perché il riciclo chimico
Il riciclo meccanico rappresenta una pratica consolidata nel distretto pratese. Tuttavia, alcune tipologie di materiali – in particolare i tessuti misti contenenti elastan – presentano criticità tecniche che limitano sia il riciclo meccanico sia quello chimico.
Nel riciclo chimico, la presenza di elastan può compromettere i processi di dissoluzione delle fibre cellulosiche (come cotone e viscosa), causando instabilità e riducendo la qualità del materiale rigenerato.
Per affrontare questo ostacolo, il Comune di Prato sta sperimentando un passaggio abilitante a monte del processo: la rimozione selettiva dell’elastan dai flussi di scarto tessile post-industriale.
L’azione pilota: una fase pre-industriale
L’azione pilota non prevede la realizzazione di un impianto completo di riciclo chimico, ma si concentra su una fase strategica preliminare (TRL-bridging step): la progettazione e test di una funzione di pre-trattamento dedicata alla rimozione dell’elastan.
Il modello di riferimento è la buona pratica sviluppata dalla Saxion University of Applied Sciences, adattata al contesto produttivo di Prato attraverso un percorso di trasferimento di conoscenze e coaching tecnico.
Le attività previste
L’azione si articola in tre livelli principali: 1. Analisi tecnica e definizione del processo
Mappatura dei flussi di scarto tessile post-industriale (miscele cotone/viscosa con elastan).
Identificazione dei requisiti di qualità del materiale in ingresso.
Screening di solventi idonei e analisi delle tecnologie disponibili (chimiche e meccaniche).
Definizione dei parametri di processo (temperatura, tempi di trattamento, recupero solvente, sicurezza).
2. Test di laboratorio e validazione pilota
Validazione su piccola scala dell’efficienza di rimozione dell’elastan.
Valutazione dell’integrità delle fibre dopo il trattamento.
Analisi dei residui di solvente per prevenire emissioni o criticità nelle fasi successive.
Trattamento sperimentale di circa 20 kg di materiale presso l’impianto pilota di Next Technology Tecnotessile (NTT).
3. Studio di fattibilità per il Textile Hub
Definizione del layout tecnico di un modulo di pre-trattamento dedicato.
Stima dei costi di investimento e gestione.
Analisi dell’integrazione nella catena del valore (raccolta → selezione → pre-trattamento → interfaccia con riciclo chimico).
Valutazione degli aspetti normativi (status di rifiuto, end-of-waste, sicurezza).
Il ruolo nel Textile Hub
L’obiettivo non è sostituire il riciclo meccanico, ma ampliare le capacità del distretto introducendo una funzione abilitante che renda possibile, in futuro, l’integrazione di processi di riciclo chimico.
Se tecnicamente ed economicamente sostenibile, la funzione di rimozione dell’elastan potrà essere strutturalmente integrata nel Textile Hub come divisione permanente, attraverso modelli di partenariato pubblico-privato o strumenti di supporto all’innovazione.
Impatto sulle politiche locali
L’azione pilota contribuisce al rafforzamento dello strumento di policy “Prato Circular City”, generando evidenze su:
Disponibilità di flussi tessili contenenti elastan;
Fattibilità tecnica della separazione;
Implicazioni economiche e scalabilità;
Opportunità di valorizzazione dei materiali.
I risultati potranno orientare future misure di sostegno a infrastrutture di pre-trattamento e riciclo, strumenti di supporto alla ricerca e sviluppo e politiche per la valorizzazione dei rifiuti tessili.
Verso un ecosistema tessile più avanzato
Attraverso questo percorso, il Comune di Prato consolida il proprio ruolo di laboratorio europeo dell’economia circolare, promuovendo un’integrazione tra tradizione industriale e innovazione tecnologica.
Il riciclo chimico, in questa prospettiva, non rappresenta un’alternativa al modello esistente, ma un’evoluzione complementare capace di ampliare le possibilità di recupero dei materiali e rafforzare la competitività del distretto tessile pratese.
Ultimo aggiornamento: 02/03/2026
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