Il contesto pratese

Perchè una food policy a Prato?

La città di Prato è da sempre legata e famosa per il settore tessile. La lunga tradizione del cardato riciclato e dei "cenciaioli" ha fatto di Prato la culla di un modello di produzione all’avanguardia, capace di contrastare gli sprechi e trasformare i rifiuti in risorsa, al punto da poter affermare che "a Prato si è sempre fatta l’economia circolare".

Questa narrazione ha però lasciato a lungo in ombra un altro settore vitale: il cibo.

Prato, insieme ad altri sette comuni della Piana, ospita il Parco Agricolo della Piana, uno spazio che svolge un ruolo cruciale per il territorio dal punto di vista produttivo, ecosistemico, turistico, culturale e identitario. Al tempo stesso, esistono realtà consolidate come il Mercato Terra di Prato, voluto dall'Amministrazione Comunale, oltre a mercati a filiera corta, Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) e botteghe di prossimità che portano sulle tavole dei cittadini le eccellenze del territorio.

Prato e i comuni della sua Provincia condividono un profondo legame con la cultura gastronomica. Pensiamo a prodotti d'eccellenza come i cantucci pratesi, la mortadella di Prato IGP, la filiera del GranPrato, i fichi secchi di Carmignano, il vino e l’olio del Montalbano, gli zuccherini di Vernio o la farina di castagne della Val di Bisenzio. A queste si aggiunge la rinomata scuola pasticcera pratese, famosa e premiata in tutto il mondo.

In questo contesto, dal 2020 il tema del cibo ha iniziato a essere affrontato in modo strutturato attraverso la strategia Prato Circular City. Questo progetto si è posto l’obiettivo di promuovere la transizione alla circolarità urbana attraverso quattro tavoli tematici: Distretto tessile e abbigliamento, Gestione delle risorse umane, Consumo circolare e Sistemi agricoli urbani sostenibili.

Proprio all'interno del tavolo sui Sistemi agricoli urbani sostenibili, è iniziato un confronto multi-attoriale per generare un impatto significativo sul sistema agroalimentare locale. Questo percorso ha portato alla firma di due importanti protocolli per lo sviluppo delle filiere locali:

1. Protocollo d'intesa per la promozione della filiera agroalimentare pratese (2022)

2. Protocollo d'intesa per la promozione della filiera del luppolo pratese (2024)

Questi accordi hanno gettato le basi per una collaborazione permanente tra amministrazione, produttori, associazioni di categoria e università. Il lavoro svolto in Prato Circular City ha inoltre permesso di definire il modello di "Cibo nella città circolare" (Borsacchi, Tacconi & Feligioni), che punta a mappare le relazioni della filiera urbana per soddisfare le esigenze di approvvigionamento sostenendo l’economia locale.

modello

Figura 1 Il modello di "cibo nella città circolare"

 

Prato, dunque, non è solo tessile: è molto di più. È una città animata da persone e realtà che vivono il cibo con passione e che puntano a un cambiamento sistemico nel modo in cui esso viene prodotto, distribuito e raccontato. Per questo motivo, a maggio 2025 è iniziato il percorso di definizione delle Politiche Urbane del Cibo di Prato: un progetto ambizioso che vuole dare voce a chi lavora ogni giorno nella filiera e costruire una conoscenza profonda e condivisa del sistema agroalimentare locale. Perché, prima di agire, è fondamentale conoscere.

Ultimo aggiornamento: 26/03/2026