Come lavoriamo

La Metodologia

Le Politiche Urbane del Cibo di Prato si costruiscono attraverso un processo partecipativo che mette al centro l'ascolto. Lo strumento principale sono i focus group: incontri strutturati pensati per coinvolgere direttamente gli attori del sistema alimentare locale e raccogliere la loro conoscenza del territorio, cercando di mettere in risalto le buone pratiche, ma soprattutto far emergere le problematiche che ogni giorno vengono vissute e che creano inefficienze a livello di sistema.

Il progetto coinvolge agricoltori, agronomi e associazioni di categoria, imprese di trasformazione, mercati e operatori della ristorazione e della grande distribuzione, realtà del terzo settore, scuole, associazioni ambientaliste e comunità multiculturali, istituzioni dei Comuni della provincia e, più in generale, tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro del cibo a Prato.

Dal primo ciclo di incontri — pensati per coinvolgere gruppi di stakeholder omogenei, accomunati da un ruolo simile nella filiera — l'obiettivo è far emergere le tematiche di maggiore rilevanza per il sistema alimentare pratese. Quei temi diventeranno il punto di partenza per una seconda fase di lavoro: tavoli con attori eterogenei, provenienti da ambiti diversi, chiamati a confrontarsi in una logica di living lab. L'idea è quella di mescolare prospettive e competenze per affrontare insieme le questioni emerse e trovare risposte concrete a problemi condivisi.

Tra gli output del processo partecipativo c'è anche la definizione del logo delle Politiche Urbane del Cibo: un'identità visiva che non viene assegnata dall'alto, ma costruita insieme, perché crediamo che l'identità di un progetto collettivo debba nascere dalla comunità che lo abita.

Tutto il percorso alimenta inoltre la costruzione del Manifesto delle Politiche Urbane del Cibo di Prato: il documento che raccoglierà la visione condivisa della città sul tema del cibo e getterà le basi per le scelte di lungo periodo.

Ultimo aggiornamento: 26/03/2026