Il progetto Prato Città Circolare

Accelerare la transizione verso l’economia circolare è la sfida attuale per le istituzioni, le città, i distretti produttivi, le organizzazioni, i cittadini.

Accanto alle molteplici e virtuose iniziative nate a livello micro, è fondamentale favorire lo sviluppo e l’affermazione di modelli circolari sempre più sistemici ed integrati volti alla sostenibilità.

Prato Circular City è un progetto promosso dal Comune di Prato per promuovere la transizione della città verso l’economia circolare. Prato è fortemente caratterizzata da un distretto produttivo omogeneo e si presenta come particolarmente adatta per questa transizione.

Inoltre, l’emergenza sanitaria mondiale dovuta al Covid-19 ci obbliga a riconsiderare i nostri stili di vita e di convivenza, il sistema di formazione, le modalità di fruizione degli spazi, i processi produttivi.

Il progetto prende spunto dal lavoro svolto nell’ambito della partnership europea dell’Agenda Urbana sull’Economia Circolare e si pone due obiettivi principali:

  1. Rafforzare l’immagine di Prato come “città circolare” e promuovere azioni condivise, integrate e partecipate;
  2. Costituire un tavolo permanente con gli stakeholder del territorio per promuovere azioni condivise di economia circolare e costruire una governance di città circolare.

Prato Circular City propone quattro temi verticali e un tema orizzontale che riflettono gli aspetti più importanti dell’economia circolare per la città. I risultati confluiranno in questo sito che accompagnerà il processo di evoluzione di Prato a Città Circolare e ne racconterà i risultati.

Approfondimento: da lineare a circolare

Il modello di economia lineare seguito fino ad oggi, con alti prelievi di risorse e materiali ed elevata produzione di rifiuti dalle attività di trasformazione e consumo, non è più sostenibile. L’economia circolare punta a trasformare i processi produttivi seguendo i principi della rigenerazione dei materiali e promuovendo il prolungamento del ciclo di vita dei prodotti e delle risorse. Tale modello ha lo scopo di ridurre il prelievo di risorse naturali, migliorare l’efficienza nell’uso dei materiali e delle risorse, ottimizzare la produzione di beni, prevenire la produzione di rifiuti, favorire il riutilizzo e gli usi condivisi dei beni e dei servizi, aumentare il recupero di scarti e l’effettivo riciclo dei rifiuti, promuovere cambiamenti nei modelli di business e di consumo, basandosi su approcci partecipativi che tengano in conto orizzonti temporali più estesi del breve termine.

Le città rappresentano una grande opportunità per lo sviluppo di una nuova visione di economia circolare come evidenziato dal Patto di Amsterdam adottato dall’Unione Europea nel 2016 e sono il vero campo di battaglia delle nuove sfide della società del 21° secolo, come enfatizzano la Nuova Agenda Urbana delle Nazioni Unite e gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.

L’Agenda Urbana Europea indica l’economia circolare come uno dei 12 temi prioritari essenziali per lo sviluppo delle aree urbane. In Europa e nel mondo il ruolo delle città, come luogo privilegiato dell’applicazione del paradigma dell’economia circolare, è un dato acquisito. Proprio per questo, la Città di Prato ha subito creduto in questo percorso e nel 2016 ha deciso di candidarsi come referente italiano, ruolo che ha coperto per i successivi tre anni (2016-2019).

A novembre del 2018 è stato prodotto il documento finale, un Action Plan sull’economia circolare, costruito sull’idea di città in cui i centri delle risorse urbane sono hub sociali ed economici dove i cittadini e le aziende si incontrano e collaborano su iniziative di tipo circolare e dove gli edifici e gli spazi non utilizzati sono considerati risorse per stimolare un utilizzo migliore dell’ambiente costruito. Una città che considera l’economia collaborativa come strumento di sviluppo economico, ambientale e sociale, in grado di utilizzare le risorse locali attraverso l’implementazione di una roadmap per la gestione circolare delle risorse.

Ai decisori politici spetta il compito rilevante di fornire il quadro di riferimento all’interno del quale le aziende possono operare, definendo il contesto per i processi decisionali, la pianificazione e le attività aziendali. Le aziende devono pertanto muoversi all’interno del quadro di riferimento politico, applicando principi circolari e godendo dei benefici che ne derivano.

Questo progetto intende contribuire obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) dell’Agenda 2030, in particolare:

  • SDG 9 Industria, innovazione e infrastrutture
  • SDG 11 Città e comunità sostenibili
  • SDG 12 Consumo e produzioni responsabili
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